martedì 31 agosto 2010

post di fine estate


Prepariamoci a sentire che sta finendo un'estate.
Mediocre avrei detto.Ma non mi piace.
Perciò mi sono ricordato di quando un certo Luca mi ha insegnato (scopo pecunia.Per lui si intende!)che quando c'hai già in testa una parola,un aggettivo che non proprio ti mette di buon umore,basta cambiarlo consapevolmente e dirottare il pensiero mezzo bucato e lercio verso le piccole zone sane rimaste della superficie.
Dice.
Io per un pò,ammetto,convinto c'ho provato.
L'ho fatto pure con le parolacce e oh,funzionava davvero!

Pareva che fossi un ometto di tutto rispetto,di quelli di una volta.
Poi si sa,che la vita ti prende,che tu ti rilassi mò oggi,mò domani e butti tutto nel dimenticatoio (luogo che da bambino immaginavo come un gran scantinato buio e angusto,pervaso da cigolii e strane presenze in stile vecchie gattare).

Ahh,mannaggia a stà capoccia!!!

Mi piaceva accorgermi di tanto in tanto che quel metodo funzionava;arrivare a fine mese e tirare le somme,fare una sorta di resoconto,la statistica del mio benessere,il mio profilo FIL.

E adesso?
Adesso è un pò di tempo che Luca l'ho dimenticato in quella cantina.
Che chissà quante bestemmie all'inizio da là sotto.Adesso,ci scommetto,di sicuro si sarà ambientato a farà comizi assurdi alle gattare tra pentole,secchielli,vecchie madie e scope malconce.

Dell'estate,dicevamo.
Settembre si sente già stasera,col vento fresco che scuote le spalle dei milanesi.

Si,settembre sta arrivando e dire "ciao" all'estate,ebbè,effetto un pò lo fa.

Come ridefinire un'estate in un post seguendo la regola del buon vecchio Luca?

Riassumendola in breve (ma tanto breve lo è stata davvero) direi che ha deviato ancora una volta verso strade diverse da quelle progettate.Direi più spoglie ma non vuote.

Tornato in terra mia di sei luglio,ho dapprima richiuso le porte della mia torre d'avorio per poi spalancarle al caso e all'umore.

Lo studio c'è stato anche se poco e non costante,la mia voglia di contatto umano,forse poca anche quella,mi ha portato a vagabondare un pò in cerca di un sorriso,inseguendo l'occasione.

Un mare casalingo familiare all'inizio,una cena con sangria in terrazza per rivedere Stefania e Francesco;luglio poi non lo ricordo!
So solo che il mio luglio è stato Maristella in pochi attimi e che ho festeggiato san Valentino con gran sopresa ed un video bowling.

Le stelle al parco una sera.Tante,si,ma i desideri???
Poi Gallipoli,Il Salento,Giuliano,gli Après,mia sorella,i tramonti,Gae Lele e Anna e la tavolata allegra al bed&breakfast del 14 agosto, dove scorreva vino ed allegria tra noi sconosciuti,amici in pochi attimi con Federica,Ines e i loro parenti.

Al ritorno smarrimento,una sola lacrima,un meccanismo rotto di qualcosa che non va.Lei,l'amicizia.
Perchè alla fine mettila pure come vuoi ma è per amore che si piange.

Di qualunque amore.

Il compleanno di papà il 20 agosto.Lui contento,io con lui.Noi tutti stretti.

Il 22 si parte,all'ultimo minuto(perchè così si fa!)per un riscatto:
Ariano per meno di 24 ore per ballare a suon di Goran Bregovic,per rivedere Giusy e Carmela in una delle due volte all'anno che succede;per saltare,perchè saltare fa bene,fa bene calpestare i malumori,il sangue andato,il passato che non torna (e menomale!) ,calpestare chi ti ha fatto bene e che poi ti ha fatto male in un gesto di liberazione,in un suolo che ti accoglie, in un canto che ti svuota.

Il 23 ritorno, il 24 ci mettiamo in macchina per il Gargano per vedere posti di cui presto racconterò per immagini.
La mia famiglia dentro la macchina,la mia famiglia fuori.La mia famiglia.

Bancarelle di peperoncini,un finestrino rotto che non torna su,qualche bisticcio,tante fotografie.
Tanti respiri!

Tu che guardi? La vita.Adesso mi sembra di essere in standby.

-Signora quanto vuole per quei peperoncini?- -Pochi pochi cinque euro!-

-Murtacc!!!-

Qualche legno bruciato sul mare a traballare sotto i miei piedi con mamma che diceva
-Scendi giù!- ed io che mi sentivo vivo in mezzo ai brividi lassù.

Che faccio,scendo?!

Una terrazza,la trattoria "pane e pomodoro",omonima ai miei ricordi;tanti piatti di mare,la luna tondissima nel suo specchio migliore.
Papà che dice "spero ti ricorderai questa serata.." e io che lo accarezzo e gli dico che lo farò di certo.
Perchè adesso so amarlo anche d'estate,mio padre.
Col tempo è diventato un amore di 12 mesi.

Strade,bicchieri,granite,un mare che non c'è piaciuto,a noi.

Poi ho affogato di cose da fare il giorno successivo al rientro e mamma ha riposato accanto a me,e non lo fa mai.
Sarei partito di li a poco.

Basta star zitti su quant' è dura rientrare.Basta ingoiare.E ributtarsi nella vita.

Ora?
Indovina dove sono ora?

Nel mio disordinato spazio milanese.
Milano che finchè non si riempie mica sembra la stessa.

E dire che sa dormire anche in mezzo alla confusione invernale,se vuole.

In virtù di quel senso di concretezza,nella pesa estiva io voglio togliere il mediocre e mettere "familiare",mettere "sincero comunque",con un comunque che c'ha un peso,lui.

Che un'estate è un'estate,comunque.E che comunque è pur sempre stata la migliore estate da due anni a questa parte o forse tre.

Ecco perchè ci sta il comunque.
Perchè abbiamo la brutta abitudine di sminuire le cose che non hanno soddisfatto l'idea di partenza;perchè troppo spesso facciamo gli stupidi e non guardiamo abbastanza con "gli occhi buoni";perchè quando fai la pesa sconsolato,inizi a ricordare e ti accorgi che tutto può sempre migliorare ma che le cose migliori le hai sempre avute.

Perciò,caro Luca,io mi ci impegno a riprendere il metodo,che chissà che come dici tu,nella costanza non si trovi la pillola del buon umore.

La mia estate se ne va e per ovvie ragioni anche la vostra.

Dicono esistano le stagioni dell'anima.Personalmente so che significa.

Speriamo che anche nelle vostre ci siano delle cose migliori da metter sulla pesa a fine evento.

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