venerdì 25 marzo 2011

pensieri strappati agli ultimi giorni -4- conclusione.

Poi un giorno dopo o due,quel treno è arrivato.Cinzia é scesa e ha riempito casa mia di quella semplicità che era solita abitare con noi negli anni che abbiamo condiviso,ovunque decidessimo di alloggiare,anche solo per un secondo.

Mi stavo per intrufolare in giorni strani,l'ho capito quando venerdì mattina scorso siamo andati a fare colazione al nabar.Non c'ero più entrato dopo Freddy e avrei volentieri continuato così.Ma non fa bene evitare.

Non lo so che succede quando mi fermo a pensare in astrazione dal mondo,non so bene a chi mi rivolgo:quelle poche volte in cui pronuncio nomi scopro che la lista finisce al numero due ed uno di questi è un nome proprio di persona,Mamma.

Mamma è un'entità,è donna,e ciò che più conta,non è suprema.

Allora quel venerdì là,siamo entrati al nabar e le ho chiesto:

“Mamma,com'è che tutto cambia in fretta?!Insomma,quando butti qualcosa nel fuoco e tu resti a guardare, ti accorgi dell'ossigeno che si consuma,della materia che incenerisce.La vedi accartocciarsi su se stessa,sai che sparirà.Ma Mamma,com'è che invece ci son cose che non bruciano,che non si accartocciano,che non hai il tempo di salutare?!”

Ho capito che tutte le volte che chiamo quell'entità non è nel tentativo di ricevere risposte,piuttosto quello di giustificare il mio capriccio di bambino,colpevolizzando quel che non si può incolpare.

E' l'intolleranza,l'inutilità dei pugni che daresti all'aria,invisibile complice dei più elementari mutamenti.

Ed io che credo nell'evoluzione,nella combustione perenne;si,anch'io provo difficoltà ad accettare un cambiamento grande come la morte.

“Perchè Mamma,tu non mi dai le risposte ed io a volte non sono pronto,tutto succede e basta.

E cambia tutto.Guarda Mamma,guarda qui,nel mio bicchiere.Al nabar anche il solito succo alla mela non è lo stesso da quando Freddy non c'è più!”

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