venerdì 11 marzo 2011

sorrideva

giovedì,10 febbraio 2011

"Siamo in un processo di crescita costante,una combustione perenne. Nel metabolismo bruciamo tutto tranne l'amore per il sentire la vita. Oggi ho percorso fisicamente molta strada,mi sono seduto al sole su una panchina di legno tra il parco e l'asilo; quel qualcosa che mi abita dentro ha parlato senza che lo interrogassi; ha detto: -Un giorno ti comprerò un gelato e tu avrai la faccia più felice del mondo!- .
Non so a chi mi stessi rivolgendo, forse a mio figlio, forse al mio amore.
Ho visto degli innamorati in piazza della scala mentre cercavo ancora un altro raggio: bellissimo lui nella perfezione dei tratti nordici; perfetta lei nella sua raffinatezza asiatica. Ho riscoperto quanta eleganza possa filtrare dai gesti lenti, come lui che accompagna con la mano bianca i movimenti di lei e lei che si stringe nelle spalle, cosí, dolcemente."

Un'altra sera l'ho passata ad ascoltare; io non lo so perchè ma il vento sembra mio amico anche se l'ho sognato minaccioso e garbato per niente.
Domani saluterò Freddy e lui non saprà che sarò lì; lui non saprà che li in mezzo respireranno persone a cui ha strappato sorrisi anche nei giorni bastardi.
Io e Freddy non eravamo amici, non ci siamo raccontati la vita ne siamo mai usciti assieme; io non avevo il suo numero ne ho mai pensato di chiederglielo, però lui un giorno si è nascosto dietro la mia sagoma per bere un pò durante il lavoro ed ha sorriso; ha riempito il mio cappuccio di cacao e mi ha sorriso; mi ha consigliato la brioche più calda e mi ha sorriso; mi ha detto di sparecchiare la tavola con aria di mezzo rimprovero e quando l'ho fatto mi ha detto grazie e mi ha sorriso.
Nella sua dinoccolata gestualità, chiunque tu fossi, Freddy non mancava mai di salutarti, ora all'entrata, ora all'uscita.
Non lo so che gli piaceva, so che beveva birra e si intratteneva volentieri a chiacchierare : un giorno mi ha insegnato che differenza c'è tra le macchine da caffè espresso tradizionali e quelle veloci di starbucks, motivo per il quale il loro fa notoriamente schifo e si son presi una denuncia. Quando ha finito ha colorato il marocchino di una ragazza con gli zuccherini ed ha ripreso a sorridere.
Io domani andrò a salutare Freddy, non perchè io e lui fossimo amici, non perchè io mi sia nel tempo guadagnato un posto nella sua vita o lui nella mia, non perchè ora che è andato via io trovi la necessità di elogiare gesta che nemmeno conosco; io domani andrò a salutare Freddy perchè Freddy, anche quando lo sopportavi meno, sorrideva, quasi fosse immune al mondo fuori da quel bar.
Ma Freddy, anche lui come noi, non era immune affatto.
Eppure era lì e sorrideva.

1 commento:

  1. ascoltare da valore anche ai momenti nei quali tutto riesci a fare fuorchè sorridere!

    Che bella anima che hai amichetto mio!
    Carlottina

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