sabato 25 giugno 2011

Ode a Luca Flores

"Baba, quasi non ho il coraggio di dirlo ma.. sono felice.
Forse era destino,forse dovevo attraversare tutti i deserti che ho attraversato e arrivare fino a qua,dove ogni cosa è semplice e essenziale,come noi non siamo."

( da una lettera di Luca Flores a Baba in "Piano,Solo" di Riccardo Milani.2007 )

Come vuoi spiegare al mondo tutti i brividi che corrono attraverso l'intero spazio che occupa un corpo solo?!
Come si chiama questo piano,chi se ne frega delle sue paturnie,chi è che suona la musica,di che Colore ha gli occhi,da dove arriva il vento che fa sbattere la porta,quanta polvere c'è in casa,quando ci rivedremo,che cosa cambierà,quando arriva domani,non hai più la gonna a fiori,c'è una macchina capovolta,mi sta scoppiando il cuore,non ti so trovare,mi è finita l'acqua,l'odore di bucato,il basilico sta crescendo,sono rimasto a secco,c'è l'aurora boreale.

Nulla ha più senso se in bocca ad ogni poro c'è un sapore così.


mercoledì 22 giugno 2011

più soddisfazione

le cose che ho pensato in questi giorni non riesco a riordinarle perchè sono come piccoli spot di luci intermittenti in una stanza buia.sulla retina rimane un pò il bagliore ma a luci spente torni ad essere disorientato.
Avevo il presupposto di concludere questa sessione con un bel 6 su dieci,il che sarebbe significato solo altri 4 esami a settembre prima della laurea a febbraio.
Al momento ho tentato il quinto ma ho rifiutato il voto,cosa che non avevo ancora mai fatto.
Ho rifiutato un 26 che mi sembrava una gran presa per il culo: la sintesi di come vanno adesso le cose,ovvero il tempo e le possibilità che il mondo ti dedica equivalgono a mezza ed oltre quella sembra inutile andare perchè ormai te la sei giocata e tutto è stabilito.
Diciamo pure che difronte alla soddisfazione personale di aver affrontato con caparbietà gli ostacoli dell'ultimo periodo e relative conseguenze,difronte al fatto che non mi sia perso d'animo ed abbia raggiunto almeno quota cinque(le prove restano 6 comunque!!!),c'è che mi sento profondamente e fottutamente preso per il culo.
Ora,premetto che sono uno che ha la media di un qualcosa appena più in su del 27 e ciò vuol dire che non sono mai stato uno tanto attaccato al punteggio ne alla supplica,e,ammetto,il mio impegno si è di certo espresso soprattutto in quello in cui ho creduto di più,fatto sta che questo cazzo di impegno non è detto che serva ad arrivare per forza al raggiungimento di un obiettivo,o quanto meno non per forza a quello che ti hanno fatto credere fosse l'obiettivo.
E sentirsi dire "non credo ci sia molto da aggiungere sul tuo metodo di lavoro" e "le tue proposte mi sono sempre piaciute" senza praticamente aver mai ricevuto una critica ne costruttiva ne distruttiva,un pò ti fa sperare in un trenta che solleva la media.MA NO!
Sia chiaro,mi sono portato a casa un 28 niente male e mai l'avrei rifiutato ma di base io mi chiedo: "quanto ancora ci resta da prenderci per il culo?!!"
Credo d'essere una persona al quanto umile e ammetto di aver ricevuto in passato anche punteggi ben più alti di quello che meritassi in verità, e per tutti quei punteggi non ho mai sentito un senso di soddisfazione,ugualmente invece la scarsa attenzione e la stessa identica presa per culo.
Ora,non è da me scivolare in discorsi tanto materiali quassù, ne tantomeno sono quello a cui piace blaterare circa il suo libretto universitario;tutto quello che mi auguravo è che almeno stavolta potesse esserci un pò più d'attenzione,di sincerità e di criterio.
Ora ditemi quanto uno possa credere in un punteggio di laurea con questi presupposti?
Quello che professionalmente valiamo,non è detto che venga premiato anche fuori dal circuito universitario,però,e cazzo riconosciuto o no sarà così,di certo lo dimostreremo fuori.
D'altronde un libretto coi voti sulla vita mica l'hanno mai fatto,almeno per quella non devi andare a cacciarti firme e punti di credito.Che senso ha poi tutta sta menata se il tuo valore è espresso con un paio di cifre da parte di qualcuno che non riesci nemmeno a stimare?
Cazzo,il conto al ristorante,quello si che da più soddisfazione!

martedì 7 giugno 2011

parole. -senza cattiveria alcuna-

"Ha lasciato fluttuare i pezzetti di tovagliolo fino al pavimento e ha fatto una strana riflessione sull'efficacia delle parole per esprimere l'essenza delle cose, e sulla loro inefficacia per esprimere ciò che le cose non sono"

"Di suo fratello gli piaceva la capacità di far diventare le persone ciò che non pensavano di poter diventare."

"Le stelle erano chiodi conficcati nel cielo:togline qualcuna e l'oscurità precipita."

"il mondo è governato da uomini brutali e ne sono prova i loro eserciti.Se ti chiedono di stare immobile,danza.Se ti chiedono di bruciare la bandiera,sventolala.Se ti chiedono di uccidere,ricrea.Teorema,antiteorema, corollario,anticorollario.Sottolinealo due volte.E' tutto lì nei numeri.Ascolta tua madre.Ascoltami,Joshua.Guardami negli occhi,ho qualcosa da dirti (...) La sola cosa che devi sapere sulla guerra,figlio mio,è: non andarci."

"Piove sui vivi e sui morti,mamma,solo che i morti hanno ombrelli migliori."

"Aspira un'altra profonda boccata,lascia che il fumo le penetri nei polmoni: ha sentito dire da qualche parte che le sigarette attutiscono il dolore.Una bella tirata e ti scordi come si piange.Il corpo è troppo occupato a gestire il veleno.Non c'è da stupirsi che distribuissero sigarette ai soldati.Lucky Strike. Il colpo fortunato.Gratis"

"Lui,immobile,continuava a guardare in alto,chiedendosi come lo avessero visto loro,quale prospettiva del cielo egli avesse interrotto.Un giornalista con una coppoletta bianca gridò:
-Perchè?-
Ma non trovò le parole per dirlo.Non amava l'idea di un perchè."

"A volte era a distesa della città che rivedeva,i corridoi di luce,la forma a cembalo del ponte di Brooklyn,la tegola di fumo grigio sopra New York,il rapido scarto d'ala di un piccione che fa apparire facile il volo,i taxi giù in basso. (...)Provò un enorme sollievo ma anche una stanchezza infinita mentre scivolava di nuovo nella propria vita."

"Se io avessi un castello abbasserei il ponte levatoio e sarebbero liberi tutti."

"Una volta mi ha detto che la maggior parte delle persone usano la parola amore per dire in modo diverso che hanno fame.Lui aveva detto più o meno così: per glorificare i loro appetiti."

"tu dovresti essere esperto di amori disabili!"
"che brutta frase"

"a volte il mondo è un posto che vallo a capire."
"Qui le lesbiche le chiamano busone. Non so perchè:a volte le parole sono strane."


La verità è che mi hanno portato via le mie storie,quelle che aprivo di tanto in tanto e riprendevo a cucire con doppio filo rosso.La verità è che al momento non riesco a tralasciare il fatto che esista un'idea troppo pallida di un progetto personale.E l'assenza di tutti quei pezzi già scritti spesso mi rode,come tutte le volte che ho voluto disciogliere in acido il passato.
Non sono una di quelle persone che si china a pensare alla tragedia della cattiveria umana,piuttosto sono una di quelle persone che tenta invano di disincastrare le molle per arrivare all'inizio e ripartire col gioco in maniera diversa.Ciò nonostante non è detto che non ne esca un casino peggio di prima.
Un'altra verità,ed è chiaro che parlando di verità non posso che decifrarle come mie e poco estendibili,è che credo che tutte le consapevolezze che un uomo ha,non diventino altro che limiti paradossali.Come una sera in cui,se non ne avessi avuto abbastanza di quelle consapevolezze,piuttosto che respirare,avrei strattonato il mondo e mi sarei ribellato,con incoscienza,con ira,con la voglia di strapparti di bocca tutto quello che non sai di me.Perchè forse in un impeto d'esagerazione,qualunque pentimento poi,non avrebbe sottratto nulla al mio senso di libertà.
Ma ho abbastanza di quella consapevolezza per capire che siamo fuori posto tutti ogni tanto,anche se per niente ci piacerebbe ammetterlo,forse.
E da più o meno due anni ormai,strappato il mantello da supereroe, penso che siamo solo esseri umani e che a volte abbiamo la bocca troppo piena di parole.Senza cattiveria alcuna.



nb*: tutte le frasi virgolettare riportate in times, appartengono al romanzo "Questo bacio vada al mondo intero" di Colum Mc Cann, il resto è sottratto alla (mia) vita reale.