martedì 7 giugno 2011

parole. -senza cattiveria alcuna-

"Ha lasciato fluttuare i pezzetti di tovagliolo fino al pavimento e ha fatto una strana riflessione sull'efficacia delle parole per esprimere l'essenza delle cose, e sulla loro inefficacia per esprimere ciò che le cose non sono"

"Di suo fratello gli piaceva la capacità di far diventare le persone ciò che non pensavano di poter diventare."

"Le stelle erano chiodi conficcati nel cielo:togline qualcuna e l'oscurità precipita."

"il mondo è governato da uomini brutali e ne sono prova i loro eserciti.Se ti chiedono di stare immobile,danza.Se ti chiedono di bruciare la bandiera,sventolala.Se ti chiedono di uccidere,ricrea.Teorema,antiteorema, corollario,anticorollario.Sottolinealo due volte.E' tutto lì nei numeri.Ascolta tua madre.Ascoltami,Joshua.Guardami negli occhi,ho qualcosa da dirti (...) La sola cosa che devi sapere sulla guerra,figlio mio,è: non andarci."

"Piove sui vivi e sui morti,mamma,solo che i morti hanno ombrelli migliori."

"Aspira un'altra profonda boccata,lascia che il fumo le penetri nei polmoni: ha sentito dire da qualche parte che le sigarette attutiscono il dolore.Una bella tirata e ti scordi come si piange.Il corpo è troppo occupato a gestire il veleno.Non c'è da stupirsi che distribuissero sigarette ai soldati.Lucky Strike. Il colpo fortunato.Gratis"

"Lui,immobile,continuava a guardare in alto,chiedendosi come lo avessero visto loro,quale prospettiva del cielo egli avesse interrotto.Un giornalista con una coppoletta bianca gridò:
-Perchè?-
Ma non trovò le parole per dirlo.Non amava l'idea di un perchè."

"A volte era a distesa della città che rivedeva,i corridoi di luce,la forma a cembalo del ponte di Brooklyn,la tegola di fumo grigio sopra New York,il rapido scarto d'ala di un piccione che fa apparire facile il volo,i taxi giù in basso. (...)Provò un enorme sollievo ma anche una stanchezza infinita mentre scivolava di nuovo nella propria vita."

"Se io avessi un castello abbasserei il ponte levatoio e sarebbero liberi tutti."

"Una volta mi ha detto che la maggior parte delle persone usano la parola amore per dire in modo diverso che hanno fame.Lui aveva detto più o meno così: per glorificare i loro appetiti."

"tu dovresti essere esperto di amori disabili!"
"che brutta frase"

"a volte il mondo è un posto che vallo a capire."
"Qui le lesbiche le chiamano busone. Non so perchè:a volte le parole sono strane."


La verità è che mi hanno portato via le mie storie,quelle che aprivo di tanto in tanto e riprendevo a cucire con doppio filo rosso.La verità è che al momento non riesco a tralasciare il fatto che esista un'idea troppo pallida di un progetto personale.E l'assenza di tutti quei pezzi già scritti spesso mi rode,come tutte le volte che ho voluto disciogliere in acido il passato.
Non sono una di quelle persone che si china a pensare alla tragedia della cattiveria umana,piuttosto sono una di quelle persone che tenta invano di disincastrare le molle per arrivare all'inizio e ripartire col gioco in maniera diversa.Ciò nonostante non è detto che non ne esca un casino peggio di prima.
Un'altra verità,ed è chiaro che parlando di verità non posso che decifrarle come mie e poco estendibili,è che credo che tutte le consapevolezze che un uomo ha,non diventino altro che limiti paradossali.Come una sera in cui,se non ne avessi avuto abbastanza di quelle consapevolezze,piuttosto che respirare,avrei strattonato il mondo e mi sarei ribellato,con incoscienza,con ira,con la voglia di strapparti di bocca tutto quello che non sai di me.Perchè forse in un impeto d'esagerazione,qualunque pentimento poi,non avrebbe sottratto nulla al mio senso di libertà.
Ma ho abbastanza di quella consapevolezza per capire che siamo fuori posto tutti ogni tanto,anche se per niente ci piacerebbe ammetterlo,forse.
E da più o meno due anni ormai,strappato il mantello da supereroe, penso che siamo solo esseri umani e che a volte abbiamo la bocca troppo piena di parole.Senza cattiveria alcuna.



nb*: tutte le frasi virgolettare riportate in times, appartengono al romanzo "Questo bacio vada al mondo intero" di Colum Mc Cann, il resto è sottratto alla (mia) vita reale.

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