martedì 5 luglio 2011

il professore di inglese

Così che alle volte ti fa strano ,mentre tutti i tuoi
"compagni-sconosciuti" sono giù a fumarsi la pausa,riscoprirti da solo in aula,affacciato alla finestra davanti a quel bollente corridoio di luce sospesa,mentre ti capita di credere di non pensare a niente e invece ti stai sentendo piccolo,con la mano sotto il mento,l'espressione che non controlli,in perno sul gomito in un tremolio che non avverti.
Così che poi,quando i primi "compagni-sconosciuti" rientrano e rientra pure il professore di inglese,lui ti fa : "How are you? It's all ok?What are you thinking,Nicolò?"
con quella precisissima fonetica a cui noi dobbiamo abituarci e che lui dice che dobbiamo conoscere "like the back of your hands",la stessa che dimentico nel tentennare frastornato,nel guardarlo come fossi appena sceso da un altro pianeta, rispondendogli "I don't know.Nothing...i think!".
Così che in un attimo poi,tutto quello che ti capita attorno diventa una nebulosa ricca d'afa e l'unica cosa a cui pensi è quale faccia dovessi avere per preoccupare anche lui.E sai che potresti pentirti di un desiderio compulsivo di rispondere a quelle tre domandine,non sapendo bene come,provando a raccontargli qualcuna delle tue storie.
E' strano,un pò destabilizzante quando,qualcuno che non conosci,se non per i suoi occhiali ed il suo accento, ti pone domande così semplici e a tratti così intime.
E' strano passare dai mega sorrisi di una squadra improvvisata giù in colonne di ieri, agli occhi in apprensione di oggi del professore di inglese.



E' strano.tutto qua.

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