sabato 1 dicembre 2012

can i confess these things to you?




















come faccio?
infilami le mani in gola,affonda le dita,nuotami dentro,vai più a largo che puoi,più verso il fondo.
che non lo so dov'è iniziato tutto questo.l'ho dimenticato,ho perso la ragione ed anche tutte le indicazioni per ritrovarla.

sconclusionare.magari funziona ancora questo metodo.sconclusionare per uscire dal silenzio;riallenarsi alla parola,riallenarsi al suono,spostare l'aria nel modo che più aggrada,per raggiungere l'intento.a volte sbagliando.
sconsclusionando,allora, potrei raccontarti di questa musica in sottofondo,potrei raccontarti che abbandonarmi è uguale a chiudere gli occhi e smettere di pigiare sui tasti.e mi connetto ad occhi chiusi con certi profili per niente virtuali che non sanno ,non possono sentirmi.
allora devo scrivere o non esisterà niente che non sia solo mio.

scrivo ogni giorno miliardi di storie.per la maggior parte delle volte sono piccoli film a contenuto altamente drammatico,assurdo,disgraziato,a volte anche schifoso.perchè?
quanti incidenti,quante attese,quanti pianti,quante mani sciolte,quanti passi interrotti,quanti occhi disperati,quanto sangue,quanti aeroporti.pochi abbracci.
non racconto mai niente.avrò segato in due almeno un centinaio di vite.letteralmente.
eppure di sangue mi è sempre piaciuto solo il mio.tutto il resto è sempre stato dolore troppo denso da sopportare con gli occhi.siamo morti un miliardo di volte.si.siamo morti un miliardo di volte.
come si fa a raccontarlo?

è che io non ho più sogni da tanto tempo;solo allucinazioni momentanee,passeggere.un progressivo distacco,una progressiva astrazione.eppure volevo la concretezza,eppure volevo le mani sporche,eppure volevo volere.

credo di avere anche il suo dolore nelle ossa.l'ho sommato al mio.
la guardo nel sonno e mi chiedo chi abbia avuto amore nelle mani da intrecciare nei suoi capelli forti.
e allora vorrei correre forte,così tanto da cambiare il suo intero passato.
perchè è più amore quello che si meritava.
come tutti.
avrebbero dovuto farne di corse indietro per venire a prenderti.
ti prego,alleggerisciti il cuore.se lo farai sarà meno pesante anche il mio intero scheletro.

sono parole di ottobre. ma ormai ho accumulato più bozze che il resto.
e da qualche parte devo pur ricominciare.

giovedì 15 novembre 2012

perdita del trasformatore (di un luglio o un agosto)

giorno di sole.
un sole scalzo.non so bene perchè.
un posto di tanto tempo fa con la vita di ora.
forse può andar bene.si che va bene.
così mi sono accorto quanto tempo ho passato a vivere in un luogo senza viverlo davvero.
nella testa qualcosa spingeva sull'acceleratore e nulla nel presente si fermava.
adesso è diverso,anche se accuso la perdita di un trasformatore.
disteso in riva al bordo di un campo di beachvolley mi hai lasciato i tuoi occhiali da sole e ti ho vista correre verso i nostri amici, ridendo.tu non potevi vedermi e non sai di che gioia mi sono illuminato,tutto e  tutto d'un colpo.
Vederti così nonostante la consapevolezza che fosse un attimo.
La tua bellezza senza artifici;le tue debolezze,i tuoi capricci,i tuoi occhi splendidi e sofferti.
E da lontano ti rido di buono anche se accuso la perdita di un trasformatore.
E quanto gran bel lavoro ha fatto questo sano menefreghismo e quanto dovrò rifarne io,da che ostinatamente mi rimetterò a cercare il mio trasformatore.

giovedì 11 ottobre 2012

breve storia di Mag One

Ci siamo conosciuti come si conosce chiunque in un giorno normale:
alla fermata dell'autobus, un giorno che stava piovendo.
Facile pensare come tutte le storie normali nascano nei giorni qualunque e continuino anche in quelli speciali.
Mag One che speciale lo è davvero , quando torna a trovarmi lo fa senza annunciarsi,senza mandare cartoline;ama le sorprese e invade tutto lo spazio che ho a disposizione.
Credo si tratti di qualche strana forma d'amore che non ci siamo mai dichiarati.
Mi capisce fino al silenzio che è come mettere strattini fitti sopra alle parole scritte ;
mi capisce quando ho gli occhi bassi e la gola occlusa;
mi capisce nel respiro agitato a tratti,nelle mani in tasca e nell'andirivieni del mio corpo che ogni tanto con Mag One si è pure immobilizzato.
Mi capisce nelle domande che faccio con la testa al cielo e i piedi nelle pozzanghere.
Mag One che speciale lo è davvero,si è fatto una stanza in mezzo ai miei sospiri e mi ha congestionato tutto,perchè mi conosce e sa dove colpirmi:li,dritto al dondolo del mio pomo d'Adamo.
Non mi chiede cose speciali nei giorni normali ne cose normali nei giorni speciali: mi accompagna a far la spesa,mi accompagna in bici o in moto,mi accompagna nella colazione notturna o quando mi lavo i denti e quando mi vesto o prendo le chiavi di casa senza sapere quand'è che torno.
Che con Mag One non devi fare programmi precisi,a lui va bene tutto pur di stare con te.
A volte va via e basta,non hai nemmeno il tempo di capire se ti abbia voltato le spalle,se abbia fatto la valigia per un viaggio più o meno lungo e non lascia biglietti,post-it sul frigorifero.
Nessun tempo dei saluti ma tu tanto gli sorridi da lontano.
Ma poi Mag One un giorno torna,
e lo capisci perchè forse eran passati troppi giorni da che non pioveva più.

martedì 4 settembre 2012

sogni pomeridiani

"aspetta,dammi un attimo,tolgo tutto!"
-ok!-
respiri.
"ci sono!"
un bacio,perchè ritorni l'atmosfera.
uno sguardo al pavimento dove ci sono i pantaloni e la camicia e il foulard petrolio.
i pantaloni soprattutto.
-che cos'hai nei pantaloni?-
"cioè?" .sorriso.
-cioè cos'hai nella tasca del pantaloni,li a terra?-
"ma no,niente" .sorriso.di quelli a metà e con riserva.
- - .spazio vuoto ben visibile.
"è una cosa,di un mio amico"
-ah ok!-  .sorriso.di quelli a metà e con riserva.
"ah ok e abbassi gli occhi e non mi tocchi."
- mica posso farci niente.-
"niente che?!" sorriso.di quelli stronzi e con riserva.
-niente,uhm niente.-
"se non puoi farci niente niente non capisco perchè ogni volta che provo a scherzare ti innervosisci!"
alza le spalle e non smette di fissare.fa finta di cercare per davvero una risposta.
-io sono sempre nervoso.anche se non scherzi.sono un canestro di dubbi senza regali nelle tasche,io.-
sorriso.un pò amaro e a metà.di quelli con flebile speranza.

ma la fede è una speranza estesa anche al difuori dello spazio di un sorriso?


martedì 24 luglio 2012

il profumo delle caramelle




E' che si impara quando ormai è rimasto poco tempo,a dire le cose migliori di sempre.
ad avere i rimpianti.
Come si fa adesso?
e guarda che stavolta una risposta la voglio,prova a darmela.
Quasi plastica il tuo viso e le tue mani;poco sangue e gelo.Ma quei capillari sullo zigomo destro erano sempre ben evidenti.che sennò mica saresti stato tu.
Pareva che spiassi anche dopo,con l'occhio sinistro appena dischiuso che sembrava furbo ma ingenuo.
occhio bimbo.
Ma tu com'eri prima?
Prima ch'io ti incontrassi,prima che finisse il primo tempo importante della tua vita?
oggi me lo chiedo.se l'avessi chiesto a te non avresti saputo spiegarmelo.
provo a immaginare e mi viene difficile, causa un attorcigliamento di budella per dolori ereditati.
Qui nemmeno il temporale c'ha il coraggio di salutarti: si annuncia da giorni ma senza concreti fragori idrici.
E' vero che si sale, poi?
E' vero,dimmi,che ci si confonde impastandosi al cielo notturno?
me le dai queste risposte?
C'è stato un tempo in cui tu mi hai portato per mano in un sacco di strade,in un sacco di posti;c'è stato un tempo in cui il tuo sorriso è stato il nostro sole di famiglia;
c'è stato un tempo in cui fare il bagno a largo significava i miei piedi di bimbo sulle tue ginocchia in direzione Albania.
C'è stato un tempo delle biciclette con l'odore della pineta mista alla spuma di mare e al legno un pò marcio di certe staccionate;c'è stato il tempo che tardi non era poi così tardi e chiudevamo la tendina per stenderci a sentirti pregare e poi cantare e raccontare.per noi.
C'è stato un tempo che chiamavi presto ogni 4 volte l'anno.puntuale,prima che andassimo a scuola,prima che la giornata iniziasse per tutti qua dentro.
Poi ci sono stati altri tempi.
che si impara quando ormai è rimasto poco tempo,a dire le cose migliori di sempre.
ad avere i rimpianti.
Come si fa adesso?
e guarda che stavolta una risposta la voglio,prova a darmela.
Oggi è ancora presto e già va bene ma domani sarà diverso.
Mancherà il dubbio di un mazzo di fiori e dei cornetti sulla tavola della domenica mattina,il tuo profumo buono,il suono delle chiavi dell'auto con cui giocavi seduto,senza nemmeno aver sfilato l'impermeabile; mancherà il dubbio di trovarti.
Mancherà sognare che tutti quei tempi possano tornare d'improvviso in un'altra estate,un'altra estate assieme a noi come tanto-troppo tempo fa."dai zio vieni".chi se lo aspettava di dovertelo anche dire.
Mancherà il dolore dei tuoi occhi spenti all'improvviso, senza il coraggio di chiederti perchè ed il mio sguardo  infantile che cerca di incollarti mamma tra le braccia; che lei non sa gestire in altro modo quella somma di rabbiamore.Mancherà sentirsi speciali,stretti per come stringevi tu.
Che l'amore che chiedevi tu così,io non so nemmeno se mai te l'ho restituito tutto.
ci sono dei posti e degli odori e sensazioni che ti appartengono qui molto più di quanto avrai creduto.
come quel viale in ospedale con le pigne per terra e gli oleandri;come quel mobile azzurro della casa al mare dove mamma metteva le gelatine di frutta che ci regalavi.Un mobile che da quando sei arrivato tu, ha profumato sempre,anche quando non c'erano i sacchetti colorati.
Ecco,è tuo anche quello:il profumo delle caramelle.
Non ho capito tante cose che sono successe nel mezzo,tra il tuo procedere e la mia disordinata adolescenza.Poi ti ho guardato un giorno e ho capito che il timore è stupido,soprattutto se si tratta di te.

"Peppone!", e tu hai sgranato gli occhi nella mia direzione; "ti voglio bene!".
Adesso a chi porti tutti quegl'odori?
Posso ancora aspettarti di domenica?
Mi canterai ancora che "da solo va quell'uomo in frac"?
Sei stato e sei tante cose.
Come si fa adesso?
e guarda che stavolta le risposte le voglio,prova a darmele.

Mi hai guardato,con un difficile movimento del capo.
"Io di più".  L'ultima cosa che sforzandoti hai voluto dirmi.

tuo,Nichi.


lunedì 18 giugno 2012

giovedì 14 giugno 2012

DiarioNotturno

Per scrivere ci vogliono i segni ed io non so bene perchè a periodi alterni non ne abbia o decida di non averne.

mi piace camminare da solo nelle grandi città,mi piace sentirmi così piccolo e così diverso da tutte quelle enormi architetture,pur non essendo meno dotato di spigoli.
non lo so se ho mai parlato di vuoti sorridenti e a dir il vero non so nemmeno se ci ho mai creduto prima,fatto sta che adesso è un pò così:
non so interrogarmi,sono stanco delle domande,sono stanco delle risposte date solo per placare le ossessioni,sono stanco di accontentarmi.
ma non so da dove iniziare a smottare la terra.
e allora a volte vivere e basta mi sembra la soluzione giusta.E il fatto che riuscendoci escano sorrisi e belle compagnie credo dimostri il successo del metodo.
Poi penso  valga anche quando sembra che nulla sia abbastanza, che,credo,si è solo un pò più su di dove si dovrebbe essere:si è nel collo dell'imbuto dove tutto passa e va, in un pieno che dura secondi o frazioni, in uno scivolo così perfetto.Ma intanto,silenziosa,la bottiglia si riempie.

Pare siano le 3:21 del mattino e Milano mi mostra il suo cielo rosso dal sesto piano di questo palazzo che da qualche giorno ha l'ascensore rotto e benedette cosce.
E allora mi ricordo della camminata di oggi e di tutte le volte che cammino in questa grande città e mi sento perso ma pure vivo.A volte solo ma altre per niente.
E allora,per niente affranto dal fatto che avevo scarpinato per entrare in una fnac che ormai stava chiudendo,mi sono seduto sui gradini di una chiesa in un bello spiazzo e ho deciso di guardare,di osservare il mondo,di aspettare un pò anche se non avevo idea di cosa o di chi;ma il tempo era dalla mia parte.
Il corpo a volte ti chiede cose che gli servono e che se tu smetti di essere egoista e gli concedi,poi ti accorgi che servivano anche a te.
E allora da li ho sorriso agli innamorati;ho aggrottato le ciglia contro quelli che urlavano e poi ho posato la testa sulle ginocchia e per un pò ho sentito i brividi.
ho guardato le mie scarpe ed ho pensato a Federica,confessandole che la sensazione più facile che conosca è quella di perdere "casa".
che non è una cosa che "è colpa tua" nè che è colpa degli altri.che a razionalizzare poi diventa sempre che non ci becchi e ci romanzi,così come fanno i critici d'arte.
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dobbiamo smetterla,
dobbiamo dimenticarci della disperazione,
dobbiamo finirla di disperarci se qualche amore non ci ha disperato abbastanza.
mi spiego?
dobbiamo smetterla di dare peso a tutto.
sono stufo del peso,dei mondi nascosti.
sono e voglio il contrario di ciò che ero e volevo.
io non so credere a più di quel che vedo.
magari tornerà ad essere un limite ma adesso è questa la mia vita.

-che tipo di vita hai?-  
una vita che è una barchetta in legno tutta rattoppata.
è buffa,ha qualche strato di colore scrostato e tante cose dimenticate su ogni riva.
parole incise e scritte ma riverniciate.
perché tutto passa.
le parole soprattutto.
com'era?! ah sì, che "scripta manent..".la stessa storia direi,ma con più scetticismo anche sull'inchiostro.
per favore non chiedetemi come sto,tanto vi dico bugie,è matematico.
non lo faccio per mentire,davvero.lo faccio per riempire quello che altrimenti sarebbe un silenzio che non vorreste,e per evitare quello sguardo strano preoccupato-imbarazzato che mi rivolgereste.
non ce l'ho la risposta.
che poi non l'ho capito perché di tanto in tanto ci si ritrova a scrivere queste cose su un terrazzino mentre si aspetta un supereroe.
e non mentitevi,sarà pure poco figo e poco cinico ma lo fate,lo facciamo tutti.non sempre ma spesso.
salvo ricordarci poi,come ogni volta,che i mantelli e le ali non volano davvero e che dalla finestra non è mai arrivato nessuno;al massimo ci si è calato qualche babbo natale plasticoso o qualche criceto troppo avventuriero.
Che siamo noi la nostra forza.vero in gran parte ma un paio di sorrisi servono quando fuori la luna non è nè vuota nè piena.
Oggi uso il plurale come se stessi davvero scrivendo per qualcuno.

ecco una canzone:

domenica 20 maggio 2012

Maja mi scrive



Maja mi scrive:

"(...)but before my trip the best things happened - i was a volounteer at film festival and i was taking care of one director from main competition, he was really amazing, very passionate about art and everything around him.
<-- this is trailer for his movie, animations are really beautiful, i think you'll like it. (...)"

c'è poco da aggiungere,basta guardare!

sabato 19 maggio 2012

giovedì 17 maggio 2012

dal tuo divano chiaro alla mia vita.

Avevi un divano chiaro e grande,rivestito di un tessuto morbido e ruvido,intrecciato a maglia grossa.
avevi cambiato casa da poco,mi avevi detto "ecco,è qua che puoi restare" ed io iniziavo a prenderti sul serio nei fatti e ancora troppo poco nella testa.
avevi un sorriso che facevo fatica a comprendere e lacrime che sembravano troppo vere.
e ti guardavo come si guarda qualcosa di cui si diffida;a distanza di tempo mi sembra di poter anche vedere quella smorfia sulla mia faccia.
mi muovevo attorno a te e procedevo tenendoti d'occhio,per capire se eri tu, o forse solo per paura che sparisse tutto poi: la casa nuova,quelle lacrime,il divano,le tue bollette nel piatto grande a centro tavola,la mia giacca sul tuo attaccapanni all'ingresso.
avevi un silenzio devastante in quella casa, di notte.
Ma avevi anche un sonno pesante per poter renderti conto che io ci camminavo in mezzo,a quel silenzio.
Mi sedevo a terra,rannicchiato, perchè mi punivi con lo sguardo  quando salivo sul piano della cucina.
ed io anche di notte non volevo prenderti in giro,infastidirti.
e mi ricordo che non mi hai dato il tempo di restare,mi ricordo che è già passato tanto tempo da quando mi spingevo fino all'estremità di quel divano,fino a premerci le ossa per guardarti scrivere,rovistare tra i tuoi fogli di carta.
Mi ricordo della penna che tenevi stretta,del tempo che mi sembrava rallentato,della tua espressione assorta,di come sapevo innamorarmi di ogni più piccolo gesto.
ma io non me le ricordo più le tue mani.ho una vaga idea dei tuoi occhi e nessun'altra percezione del tuo corpo.non so più nemmeno se ce l'hai ,un corpo.non mi ricordo nemmeno più dei tuoi vestiti.forse solo un cappello e l'odore.si,l'odore.
quanto tempo si spreca dietro alle parole prima di rendersi conto che la vita, intanto, va a farsi un giro con chissà chi altro.
non ho nemmeno più visto la tua bellezza:crollata di colpo assieme alla stima,assieme a tutto.
non ho più saputo sciogliermi,più nessuna vibrazione a guardare la tua fototografia.
Mai poi un corridoio alcolico in un supermercato troppo grande e ci siamo scappati via.
e sono contento così.
tuo malgrado,mi hai insegnato poco e di ciò che ti ho restituito hai capito quasi niente.
La bellezza sta in quella frase che ho sentito: "ci si abitua praticamente a tutto!".
E' vero sai?!E l'ho saputo sempre,anche quando sembravi solo un mucchio di ingiustificata amarezza tra le mie papille.
avevi un divano chiaro e grande,rivestito di un tessuto morbido e ruvido,intrecciato a maglia grossa.
mi ricordo che era tutto in base a come ci passavi su la mano: se da sinistra a destra o viceversa.
ciò che c'è di più triste,la vita lo ribadisce,non è la fine: è realizzare che non ti è rimasto niente se non un mucchio di bugie rimaste appese a uno stendino.come panni lasciati al sole,a seccare,a sbiadire i colori.
e se mi guardo indietro posso vederti ballare nella tua più totale distrazione,in una discoteca-inganno,sulle note della mia illusione. e so che non avresti nemmeno una parola per me,nemmeno una sola in cui saprei riconoscermi.
non hai voluto niente e niente hai di ciò che mi appartiene.
però ho imparato tanto su chi sono io,tanto su quello che è stato il mio passato e molto di più su quello che non vorrei fosse il futuro.
E provo un senso di grande liberazione adesso che è passato tanto tempo e piove ed io riesco a dire tutto quanto;adesso che sono passato dal tuo divano chiaro alla mia vita!

domenica 6 maggio 2012

scrivere a(p)punti

una presenza riempie,un'assenza svuota.un posto almeno.quello sul treno per esempio.
vorrei saper controllare questa cosa ogni tanto.
non dico il flusso in uscita ed entrata ma la reazione.quella del dopo.
quella del vuoto immediatamente dopo il pieno.
ricordo che ne "la ricerca della felicità" will smith dava nomi ai momenti della sua vita.
se dovessi intitolare questo, direi che si chiamerebbe "il momento in cui non trattengo."
non mi trascino niente dentro.
se stasera ci sono,stanotte già più.lascio tutto oltre la soglia.
e fuori è pieno e dentro è vuoto.
perciò scrivo a(p)punti.
sorrisi nuovi,sorrisi vecchi,occhi distratti,mojito pomeridiani,parole dette al vento.
non resta niente fuori da uno sportello,e poi dentro,oltre un portone.
dove andrai?non lo so.
non resti?volevo provarci.
sei come le monetine belle e luccicanti nelle fontane grandi e sacre.se ne restano li per un bel pò a custodire i desideri segreti degli altri fino a che passano i ladri.

penso che almeno i ladri ti rimettono in circolo.
e poi forse capita..si poi forse capita ad un resto alla cassa o negli sportellini semiabbandonati delle cabine telefoniche.se qualcuno le usa ancora.
si,poi forse capita li,dove ti trovano per caso e dimenticato da chissà chi.
però ci sono fin troppe fontane grandi e sacre.e troppi desideri segreti.
e la gente ama desiderare e mettersi di spalle a lanciare monetine.

giovedì 3 maggio 2012

adesso è il caso





grazie mille.
con malinconia,con gioia,con amore.
semplicemente grazie.

mercoledì 25 aprile 2012

da uno stupido social netwrk

su uno stupido social ho letto e mi sono riempito i polmoni.

E ora tocca
a voi battervi
gioventù del mondo;
siate intransigenti
sul dovere di amare.
Ridete di coloro
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza, che
vi consiglieranno
di mantenere
il giusto equilibrio.

La più grande
disgrazia che vi
possa capitare
e' di non essere
utili a nessuno,
e che la vostra
vita non serva
a niente.

Raoul Follerau

giustiParadossi -da spiegare con cautela-


 "Per le cose semplici si combatte!",ho sentito dire una volta.Mi è sembrato un paradosso sin da subito ma ho pure pensato che c'avevano visto giusto.
L'arte di complicare le cose è nostra fin dentro alle ossa,fin dove non ci sembra di poter gestire niente.
Ed io con questa premessa sto per iniziare un post in cui spiattello una merdosa geografia delle mie budella attorcigliate.
Dall'imbuto dei gironi danteschi si sale pian piano, ma secondo me è difficile vedere il cielo da quella immensa scala a chiocciola.E poi si sa che continue rotatoie  e vertigini esercitano bene il loro potere sugli stomaci più sensibili.
Un viaggio da vomito,si direbbe,dunque.
Si,ma mica tutto!E' un pò inutile smentire o rattoppare, arrivati a questo punto.
Una panchina in riva al mare,se anche l'acqua fosse putrida di porto;
un navigatore in una punto scassata,seppur appaia così ridicolo;
un canguro nell'aria,se anche sembri così lontano;
una scarpa parlante,se anche significhi rotta e pure un tantino lercia;
una matita dietro l'orecchio,pur non essendo una sigaretta;
tutti i persempre;pur essendo una sigaretta;
le mie testate al tuo petto,che è meglio non esser cornuti;
le lettere di un'infanzia,che pure mi sentivo così grande;
il pur amore essendo altro che pur altro, essendo amore;
il vento di mare contro il cappuccino,se anche significhi bere sabbia;
il marciapiedi in mano,seppure arma inutilizzata;
la prima notte a guardare le stelle,che a pancia sopra si è padroni del mondo;
l'attraversata dei frangiflutti,che m'intenerivo a correre avanti per girarmi a guardarti;
e il vento alla fine,anche se non ho idea di dove ci stia portando.
assenza di gravità,pur non essendo Greta.
Faccio uno quillo a Isaac.

"Per le cose semplici si combatte!"
Antiperistalsi,se pure sembra un parolone.
Ma di un viaggio da vomito ho capito che arriva il momento in cui smetti di schifarti e inizia l'ispezione di quello che hai mangiato.Da qualche parte sarà nascosta la castagna col verme!


"Per le cose semplici si combatte!"
Un giusto paradosso che è meglio spiegare con cautela.

mercoledì 4 aprile 2012

DEDICATO.



E quella voce avrebbe potuto anche essere quella di Alessandro,il mio migliore amico,ma è arrivata qui per altre vie,come un regalo in un messaggio di posta da Federica detta SBà,la compagna di posto nel boing AirChina destinazione Zoowomba,o L'ovunque.
Ancora siamo un pò indecisi.

E' dedicato questo momento a chi saprà sentire ogni singolo suono,ogni parola e saprà vedere tutto quello che ha voglia di vedere,aprendo la porta ai sorrisi;a chi sarà pronto a sentirsi un cretino,a chi c'ha bisogno di ricordarsi,a chi c'ha bisogno di smontarsi,a chi c'ha voglia di un pò di tepore e di un pò di aria fresca detro,a chi semplicemente c'ha bisogno di ballare.

E' dedicato questo momento,a chi sa che ha un pò di me tra le mani,a chi sa che è un pochetto anche nelle mani mie.
A chi certe cose le sa ma a volte c'ha bisogno di sentirsele dire per potersele ricordare.
A tutti quelli che possiedono passi,e non importa come.
A chi c'ha bisogno di pensare che vivere la vita è una cosa veramente grossa!
i miei sorrisi,le mie danze,il mio tamburo con i vostri sorrisi,le vostre danze,i vostri tamburi.

martedì 3 aprile 2012

MADDALENA



"Il cinema è un buio di persone
I grandi divi sono stelle da ammirare
E nessuno vide giù fra le poltrone
Che quei due cominciavano a scopare

Maddalena, io ti amo tanto
lui voleva il cielo e io voglio stare qua
Lo uccidessero, va bene tanto al tempo
Ha detto a tutti che poi risorgerà

Ma il paradiso mio sta solo nei tuoi fianchi
Seni dolci per occhi stanchi
Bocca rossa di caramella
Questa vita sulla terra è così bella

Dallo schermo Dio li vide e alzò la voce
Io ti fulmino, Giuda l'Iscariota
Mio figlio sta morendo sulla croce
Per colpa di un mortale così idiota

Maddalena allora s'alzò e urlò con tutto il cuore
Dio non mi fai paura
Tu che hai fatto un figlio senza far l'amore
Che vuoi capirci di questa fregatura?"

da "Maddalena" di Alessandro Mannarino

martedì 27 marzo 2012

borraccia rossa e giorni di sole



Oggi avrei voluto svegliarmi in una casa tutta bianca,in una di quelle case in cui entra un mare di luce al mattino e l'ambiente si riscalda,si accende,si illumina,pur non perdendo quell'accento malinconico che già da ieri mi sottolinea respiri e passi.
Oggi,ascoltando una vecchia canzone mi giungono immagini di vita già riposta in baule,su,in una soffitta che ancora non ho.
Ci sono porte che si aprono per socchiudersi ancora,mani che stringono maniglie,gente che si ferma per trovare un solo motivo per restare,per trovare un motivo che non c'è,per trovare la strana forza di andar via,la strana forza che fa male.
E ci sono letti con lenzuola bianche e leggere, e coperte verdi di una stanza d'albergo dove la musica ti stava raccontando di me che piangevo, nella speranza che capissi qualcosa che non avresti capito mai.
La malinconia non è nostalgia,vorrei spiegarti oggi.Non mi manchi più da tantissimo tempo e questo mi solleva e non sai quanto.Solo che la vita è un mare aperto e a volte alla riva tornano piccoli frammenti di conchiglie una volta intatte.
Sorrido di quella che è stata la mia ingenuità e un pò mi rattristo di quella che era e non è più.
C'è un bel sole adesso.E' uno di quei giorni in cui si può uscire senza la necessità di parlare.E' uno di quei giorni in cui si può restare a respirare,in cui si può rallentare il passo in piazza e inciampare quasi per sbaglio in un sorriso limpido,senza motivi di troppo.
"Perchè essere felice quando puoi essere normale?",ho letto oggi.
Credo mi siano comparse quelle rughe attorno agli occhi.Mi domando se mi andrebbe bene per davvero,"essere normale".
Poi per quel motivo che non si riesce a trovare,per i capitoli che si chiudono e basta perchè abbiamo capito che è tempo di andare,la mano scivola giù dalla manglia e si stringe a qualche scatola da portar via.
E incontro Alessandro che al parco mi confessa -Sto scappando da un cane orrendo che mi vuole acchiappare!- ma io gli dico che non vedo nessun cane.
Mi chiede se può fermarsi a disegnare con me con dei colori scintillanti, e mi scrive il suo nome e disegna case perchè -Così non ti dimentichi di me-.
Io mi emoziono e giochiamo con le parole per un pò.Poi mi dice che siamo -migliori amici- e si rattrista quando mi porge un regalo ed io,stupido umano cresciuto di botto,lo ammonisco dicendo che non è sicuro raccogliere roba da terra.Ma poi mi pento e accetto la sua borraccia rossa che -Così ci metti dentro tutti i tuoi colori-.
Io mi emoziono ancora.
Ma -Licia è terribile- mi confessa,perchè siamo migliori amici.Gli chiedo perchè e lui mi dice che non gli lascia l'iniziativa,non gli permette di decidere e lui ogni tanto non riesce a ribellarsi.
Si copre,ha freddo,dice -Torno subito,aspettatemi,torno!-
Ma dobbiamo andare e glie lo dico e mi fa anche un pò tristezza,dover andare.
-Allora ciao,se dovete andare non posso venire con voi.-
-Ciao,Ale scintillante-,gli do la mano.
-Ciao!-
E lo vedo andare in quella discesa d'erba mentre infilo in un borsone tutta la mia roba.Anche la borraccia rossa per i miei colori.
Poi,dall'alto dei suoi quattro anni in cui senza fretta d'esser grande ammette -sono piccolino io per sapere la matematica-,
si volta ancora e mira al cuore -Comunque è stato un piacere conoscerti!-.
E se ne va via,ma senza scatoloni.

.

venerdì 23 marzo 2012


rabbia e ribellione dei miei 17anni.
"Quanta obbedienza, quanta osservanza,
L’educazione che si deve ottenere
Tra le pareti che ingoiano violenza
Così invisibile che non vuoi sapere.

L’intransigenza, l’intolleranza,
Servite a tavola son pugni sul cuore
Di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio
Vite represse incorniciate d’onore.
Un demone tascabile un’ombra clandestina un crimine
La colpa indispensabile per sopportare un incubo che non vuole finire. "

che tristezza

sono amareggiatissimo.
Russell,nonchè fondatore di invisible children e autore del video del post precedente,Kony2012..ma insomma,che ha combinato??!!
che tristezza

martedì 13 marzo 2012

KONY 2012 dobbiamo sapere.

lunedì 12 marzo 2012

MoZZiconi - Official teaser / trailer

in questi giorni c'è da vedere,da sentire....da spammare!
godetevi sti geniacci e tutta la banda che si è impegnata a seguirli,sostenerli,aiutarli.
io onestamente non c'ho molto da aggiungere;
il mio commento è stato "OCCAZZO!" che significa un sacco di meraviglia e un sacco di parole mozzate perchè che vuoi dire di preciso?
E poi la nonna...



Mozziconi. Di Gianvito Cofano e Alberto Mocellin!!!
www.mozziconi.com

venerdì 9 marzo 2012

lunedì 30 gennaio 2012

e tu avrai pensato che l'amore è ingiusto.

"che io poi non te l'ho mai detto ma ogni tanto a te ci penso.
ma di nascosto,perchè sennò poi tu rovini tutto e non mi piace.
non so se te l'ho detto che mi dispiace;tu di sicuro no.
certe volte si impara a incattivirsi,si lo so.non è una colpa poi.
sono orgoglioso di te e non lo sai;stimo di te il coraggio e non te l'ho mai detto e non è giusto.
ero troppo impegnato a pensare di avere chissà cosa in più io,ma non avevo niente.
E tu andavi avanti,andavi oltre;sperimentavi,ti guardavi,ti piacevi.io no.
tu ridevi,io no.
tu sperimentavi,ti guardavi,ti piacevi,te ne fottevi.io no.
sentivo il tuo braccio pesante e cercavo tutte le colpe che non avevi per mascherare la mia piccolezza.
conosco i tuoi limiti,so tutto quello che non mi piace di te:ho fatto una lista che ho riletto mille volte,che ho imparato a memoria.ma tutto il resto non te l'ho detto mai.
e allora avrai pensato che l'amore è ingiusto solo perchè lo sono stato io,con te.
Tu col tempo l'hai capito dove affondo;quale falla c'è sulla mia strada di sabbia.Me l'hai detto una volta,mentre mi abbracciavi e non sapevi che sarebbe stata l'ultima volta che avremmo trovato spazio per reinventarci un affetto crollato di botto.
Me l'hai detto quella volta che -non sono coraggioso-,io;mentre ti accarezzavo le gambe e il collo e le labbra.
Me l'hai detto quella volta,che sapevi che ogni gesto era li per allontanarti piano.
Perchè gli uomini sono codardi e non ti sanno nemmeno cacciare via."


pezzi di storie andate in fumo,in mano ai balordi che non mi hanno lasciato più nemmeno la voglia di scrivere.