giovedì 14 giugno 2012

DiarioNotturno

Per scrivere ci vogliono i segni ed io non so bene perchè a periodi alterni non ne abbia o decida di non averne.

mi piace camminare da solo nelle grandi città,mi piace sentirmi così piccolo e così diverso da tutte quelle enormi architetture,pur non essendo meno dotato di spigoli.
non lo so se ho mai parlato di vuoti sorridenti e a dir il vero non so nemmeno se ci ho mai creduto prima,fatto sta che adesso è un pò così:
non so interrogarmi,sono stanco delle domande,sono stanco delle risposte date solo per placare le ossessioni,sono stanco di accontentarmi.
ma non so da dove iniziare a smottare la terra.
e allora a volte vivere e basta mi sembra la soluzione giusta.E il fatto che riuscendoci escano sorrisi e belle compagnie credo dimostri il successo del metodo.
Poi penso  valga anche quando sembra che nulla sia abbastanza, che,credo,si è solo un pò più su di dove si dovrebbe essere:si è nel collo dell'imbuto dove tutto passa e va, in un pieno che dura secondi o frazioni, in uno scivolo così perfetto.Ma intanto,silenziosa,la bottiglia si riempie.

Pare siano le 3:21 del mattino e Milano mi mostra il suo cielo rosso dal sesto piano di questo palazzo che da qualche giorno ha l'ascensore rotto e benedette cosce.
E allora mi ricordo della camminata di oggi e di tutte le volte che cammino in questa grande città e mi sento perso ma pure vivo.A volte solo ma altre per niente.
E allora,per niente affranto dal fatto che avevo scarpinato per entrare in una fnac che ormai stava chiudendo,mi sono seduto sui gradini di una chiesa in un bello spiazzo e ho deciso di guardare,di osservare il mondo,di aspettare un pò anche se non avevo idea di cosa o di chi;ma il tempo era dalla mia parte.
Il corpo a volte ti chiede cose che gli servono e che se tu smetti di essere egoista e gli concedi,poi ti accorgi che servivano anche a te.
E allora da li ho sorriso agli innamorati;ho aggrottato le ciglia contro quelli che urlavano e poi ho posato la testa sulle ginocchia e per un pò ho sentito i brividi.
ho guardato le mie scarpe ed ho pensato a Federica,confessandole che la sensazione più facile che conosca è quella di perdere "casa".
che non è una cosa che "è colpa tua" nè che è colpa degli altri.che a razionalizzare poi diventa sempre che non ci becchi e ci romanzi,così come fanno i critici d'arte.
 _______________________________________________________________________

dobbiamo smetterla,
dobbiamo dimenticarci della disperazione,
dobbiamo finirla di disperarci se qualche amore non ci ha disperato abbastanza.
mi spiego?
dobbiamo smetterla di dare peso a tutto.
sono stufo del peso,dei mondi nascosti.
sono e voglio il contrario di ciò che ero e volevo.
io non so credere a più di quel che vedo.
magari tornerà ad essere un limite ma adesso è questa la mia vita.

-che tipo di vita hai?-  
una vita che è una barchetta in legno tutta rattoppata.
è buffa,ha qualche strato di colore scrostato e tante cose dimenticate su ogni riva.
parole incise e scritte ma riverniciate.
perché tutto passa.
le parole soprattutto.
com'era?! ah sì, che "scripta manent..".la stessa storia direi,ma con più scetticismo anche sull'inchiostro.
per favore non chiedetemi come sto,tanto vi dico bugie,è matematico.
non lo faccio per mentire,davvero.lo faccio per riempire quello che altrimenti sarebbe un silenzio che non vorreste,e per evitare quello sguardo strano preoccupato-imbarazzato che mi rivolgereste.
non ce l'ho la risposta.
che poi non l'ho capito perché di tanto in tanto ci si ritrova a scrivere queste cose su un terrazzino mentre si aspetta un supereroe.
e non mentitevi,sarà pure poco figo e poco cinico ma lo fate,lo facciamo tutti.non sempre ma spesso.
salvo ricordarci poi,come ogni volta,che i mantelli e le ali non volano davvero e che dalla finestra non è mai arrivato nessuno;al massimo ci si è calato qualche babbo natale plasticoso o qualche criceto troppo avventuriero.
Che siamo noi la nostra forza.vero in gran parte ma un paio di sorrisi servono quando fuori la luna non è nè vuota nè piena.
Oggi uso il plurale come se stessi davvero scrivendo per qualcuno.

ecco una canzone:

3 commenti:

  1. all'appello. servono un paio di sorrisi.

    RispondiElimina
  2. :) facciamo la lotta sul letton-i?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. magari! (ci ho pensato stamattina, sai?)

      Elimina