sabato 23 marzo 2013

i just want to




non credo la storia sia così semplice. a volte si hanno desideri compatibili,non uguali,compatibili.
Il che vuol dire che teoricamente ognuno riempie lo spazio vuoto dell'altro.
Ma no,non credo la storia sia così semplice:
a volte resta il margine di un qualcosa,oltre il bisogno.
E',forse, l'amore?

lunedì 11 marzo 2013

PrecariatoAmoroso


























Ciao amore precario,ciao!
Come stai?ti senti più libero adesso,hai trovato il tuo punto di snodo oltre i tabù infiocchettati da anni ed anni di buon costume?
E com'era quel costume buono ma stretto?
Che anche "buono" sai, a volte mi suona un aggettivo ridicolo perchè lo immagino di un frescolana pungente,fino ai rossori e fino all'allergia,fino a dita che si infilano sotto ai bordi a grattare al meglio che riescono.
E' la tua epoca,quella in cui ti manifesti onestamente,magari nudo e magari nemmeno perfetto nelle proporzioni fisiche,massì,onesto: contro le resistenze dei saccenti,contro i vincoli dei moralisti,contro i romanzi rosa scaduti negli anni 90, ma mai contro la fantasia dei romantici.
E' la tua epoca,quella nuda,quella del precariato amoroso.
Esci adesso,vai a passeggiare,ritagliati lo spazio tra le nostre dita; intrecciati alle nostre storie dall'inizio e senza fine; guastaci i capelli, entra nei nostri abbracci spaccacostole; riposati nelle nostre curve del collo; scivolaci dalle spalle,come le tracolle piene di tutto quello che sappiamo raccontare di noi. sei libero.
Adesso che sappiamo che si può scegliere e che nessuno sa consigliarci cosa; adesso che sotto la confusione cerchiamo insistentemente un'ambizione, grande quanto basta per essere inseguita per una vita intera;adesso che possiamo prendere più aerei anche se non abbiamo soldi abbastanza; adesso che non c'è lavoro per i soldi abbastanza; adesso che i bambini devono venire per amore ma che l'amore stiamo attenti a farlo,non volesse il cielo che si sconquassino i nostri vaghi progetti per una svista,una disattenzione;adesso che per quella svista,a trent'anni,uguale non c'è lavoro per i soldi abbastanza.
Benvenuto,stai con noi, parlaci chiaro, parlaci bene, parlaci sempre. Ma senza speranza. Da quella tienici salvi; da quella tienici.. tienici.
Adesso che non ci fermiamo, adesso che abbiamo tutti dei mezzi sogni un pò diversi e un poco uguali, adesso che io me ne vado mentre l'altro resta o che resto io mentre l'altro va, perchè a ognuno tocca cercarsi da sè,perchè ognuno non sa più trovarsi negli occhi dell'altro.
E allora benvenuto: benvenuto nei weekend,negli hotel per scappare dal resto del mondo; benvenuto nelle strade buie (che di notte non si sa mai se tutto è realtà); benvenuto nelle ore di magia mangiate a bocconi enormi, benvenuto tra le dita dei miei piedi contro le sue caviglie; benvenuto in tutti gli aeroporti del mondo,in tutti i progetti sovvenzionati dai ministeri o dalle finte unioni europee che non ci fanno sentire immobili,che ci regalano rate mensili di storie esotiche e case sporche e ritorni alle insicurezze da fine viaggio,da cosa faccio adesso.
Rivelati e raccontaci di come si allontano i gesti,di come si allontana la gente,di come di chiudono le mani e si aprono i laptop; di come una sera puoi perderti dentro agli occhi di un altro che non hai mai conosciuto e sperando abbia mani gentili o tra le strade deserte e bagnate di piscio e sgretolate ai lati,sperando non ci siano pistole;
parla del sediderio,della pancia molle,dello stomaco sotto,delle coperte umane senza nome, di come si sperimentano i baci pieni e di come anche quelli vuoti;
di come passano in fretta due giorni, di come si fanno le valigie in un attimo; di quanto costano i treni e il cibo precotto o il vino con i solfiti che fanno male, o le sorprese improvvise o l'eccedenza bagaglio, o il gel per capelli che finalmente non metto più.
O gli arrivederci a non so più quando.
Che devo andare anche se non so perchè.
Che devo andare,magari a vedere se è la volta buona che mi trovo e nel caso ti scrivo da lì.
che devo andare e tanto basta a far finire almeno uno di questi atti.
Atti precari,di amori precari,di precariato amoroso.

sabato 9 marzo 2013

Oh, the Places You'll Go! by Dr. Seuss




















Waiting for a train to go
or a bus to come, or a plane to go
or the mail to come, or the rain to go
or the phone to ring, or the snow to snow
or waiting around for a yes or no
or waiting for their hair to grow.
waiting for the fish to bite
or waiting for wind to fly a kite
or waiting around for friday night
or waiting, perhaps, for their uncle Jake
or a pot to boil, or a better break
or a string of pearls, or a pair of pants
or a wig with curls or another chance.
Everyone is just waiting.

Dr Seuss