mercoledì 27 novembre 2013

MI RINCUORA [cose a cui penso -capitolo secondo-]

ho pensato "non lo sai,tu non lo sai,non l'hai capito ne mi hai capito!"
ti ho aperto il cuore,
hai detto "ok"
ti ho chiesto scusa (sto ancora cercando un motivo) ,
hai detto "ok",
ho preso distanze,
hai detto "ok".
ma a me mi stavano già sulle palle tutte le persone a cui sta tutto bene o tutto male.
allora ho pensato "non lo sai,tu non lo sai,non l'hai capito ne mi hai capito!"

Adesso, se avevo ragione, tutto ciò mi rincuora.

domenica 24 novembre 2013

ESAGONI [cose a cui penso -capitolo primo-]

Un uomo si guarda le scarpe rotte; si ferma per strada e si guarda le scarpe.
Nel frattempo le api costruiscono esagoni,così,istintivamente,perchè conservano la certezza di quella forma efficace,intelligente,facile da incastrare.
ed io mi chiedo i perchè.
Perchè?
perchè non siamo come le api?
perchè non abbiamo le stesse innate certezze?
perchè noi non voliamo -bzz bzz- , perchè non costruiamo in modo intelligente?
perchè non ottimizziamo gli spazi del cuore o dentro le nostre stanze;
perchè non incastriamo gli abbracci giusti?
perchè non seguiamo,così,istintivamente,l'unica fonte certa di una vita felice,utile,ben fatta,intuitiva?
perchè a noi è riservato l'incerto e la ricerca di un senso?
Perchè non c'hanno mai messo una bussola nel taschino prima di dirci "adesso vai!" ?


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domenica 17 novembre 2013

per chiamarti cento volte

Com'è soffocante sapere di perderti ora e per sempre;
un sempre che dura fino a che perderò anche me.

Urlando a voce roca e stridula al contempo,
inciampando nei miei stessi passi fino a battere a terra le ginocchia e dopo i pugni,
e dire il tuo nome cento volte almeno senza aggiungere altro,
solo il tuo nome,
al centro di un corridoio dove traballo e cerco equilibrio allargando le braccia non del tutto,
appena flesse sui gomiti e coi polpastrelli a sfiorare due ruvide e gemelle pareti.
E per chiamarti,per chiamarti cento volte e cento volte almeno;
perchè non torni non potendo tornare.
Cento volte che non mi salverai le orecchie da quel tuo nome elegante,
chiamato male e urlato dalla mia gola stretta;
e cento volte e cento volte almeno, che non mi calmerai e non solleverai la vestaglia in raso,
scivolata giù dalla mia spalla.
<< Marcèèèèèèll >> io griderò senza punteggiatura,
fino a che non avrò più voce.

Nessuna voce più nemmeno per chiamarti cento volte e cento volte almeno.



venerdì 8 novembre 2013

Ti cercavo



 
Ti cercavo;
ti cercavo sempre,
in mezzo alla gente,
per la strada a mezzogiorno o la mattina presto,che era un momento prezioso;
nei centri commerciali: tra gli scaffali dei biscotti che non posso mangiare più o al banco verdure,a immaginarti di desiderare di avere il tempo per sceglierle con cura,ma a ritrovarti -forse a decidere- di non averne abbastanza.
ti cercavo;
cercavo la tua lentezza mentre provavo a fabbricare la mia velocità,in un adattamento a volte facile ed altre impossibile;
ti cercavo in lavanderia,come in quei film ormai troppo banali e
ti cercavo al centro di una piazza grande,
con il mio stesso senso azzerato dell'orientamento.
ti cercavo in un'attesa del tram o in una comparsata su una panchina,quella davanti al parco ma non dentro,
ad aver voglia di interrompere (e chissà perchè)
il mio flusso di pensieri malinconici e rilassati.
Ti cercavo;
Ed arrivavi ogni volta fino a che non alzavo gli occhi o non facessi il minimo gesto, abile a distrarre la mia immaginazione.
Ti cercavo.
Poi ho notato di aver lasciato un pò di me in ciascuno di quei posti,fino a non aver più niente da riportare a casa.
E mi ricordo che ho inventato mille nuove cure assurde;mi sono ammonito ogni volta che ho alzato di nuovo la testa per scorgere di te e non di me.
Ma poi ho imparato che è proprio vero che ci si abitua a tutto:
a cercarti ancora
come anche a camminare soli.
E se l’indole t’aiuta,in un certo senso è come essersi fregati da soli.
Ancora.

Ti cercavo.

venerdì 1 novembre 2013

quelle parole nonsoloparole,divenute soltanto -vecchie stregonerie-

" ma i tuoi occhi?i tuoi occhi che dicono? i tuoi occhi solitamente di che piangono?


Le note...la musica risale le mie vene a flusso contrario,combatte col sangue,trova il suo spazio e si espande nel petto.vorrei sapere di te,vorrei dirti di me.
non distrarti,non distrarti,non distrarti,non distrarti..baciami,sorridimi,stanotte resta.

"Ma tutti quelli che scappano dall'amore,n'dò vanno?"
hai scritto una volta.
ti prego,ricordamelo sempre,insegnamelo,tatuamelo su ogni singola costola.
no,non le conosci le mie costole,non lo conosci il mio corpo,le mie costellazioni di stelle brune.
due corpi si piacciono sempre se le anime hanno fame?
io son scappato,io son fuggito.tante,tante volte.indole,paura,tutto.
"ma tutti quelli che scappano dall'amore,n'dò vanno?"
come si fa ad impararlo?
come si fa a trovarlo, un posto dove restare senza sentire la necessità di andar via?
ma dove,dove vanno?
con la speranza di trovare l'amore ed i piedi già pronti a scappare via,nella direzione opposta.
le cose belle,quelle belle da guardare,quelle belle da sentire,fanno anche piangere.
ma non è un motivo buono abbastanza.

E io piangerei stanotte.
potrei guardarti dormire,il tuo corpo girato su un fianco,con le mani vicine al viso.
proprio in questo momento ha iniziato a piovere.
una di quelle piogge estive che iniziano lente e potrebbero sfogarsi poi,più ingombranti,più pesanti,più passionali.
Perchè la pioggia è un bacio del cielo alla terra; ai visi di chi resta ad aspettarla,col naso in su.

Stanotte piangerei per la bellezza;
stanotte mi scioglierei di più e se anche fossi sveglio,non avrei parole per raccontarti del mondo dentro. ma tutto il resto parlerebbe.
e sarebbe una notte di piccoli suoni,di scricchiolii e di grilli, di gambe che si muovono fra le tue lenzuola bianche, di ciglia che si districano piano,
di luccichii di pupille,di fiato che esce da un sorriso in mezzo al buio;del tuo sonno che tarda ad arrivare.
non distrarti,non distrarti,non distrarti,non distrarti..baciami,sorridimi,stanotte resta.

Sono un pazzo ad abbandonarmi a questo flusso di coscienza,sono un pazzo a dirmi che non c'è problema,sono un pazzo ad
immaginare tutto questo se nemmeno so se esisti,se nemmeno so dove.
sono un pazzo a credere che tu sia sostanza così vivida dentro alle mie immagini.
ma in tutti questi anni di storia,nel mondo qualcuno a un certo punto  i pazzi li ha anche elogiati.
Se c'è qualcosa di sano in tutto questo, in un giorno qualunque incontriamoci al sole e guardiamoci senza caselli,dogane da pagare con un testa e croce al timor di vivere ancora.
Non per giocare a dimenticarci chi siamo o fingere d' essere altro;piuttosto per non confonderci e ri-provare a credere che
non esista  limite troppo ingombrante per chi prova a rincorrere la bellezza.
E quello che succederà poi,mi auguro, sarà un'altra stregoneria. "