domenica 17 novembre 2013

per chiamarti cento volte

Com'è soffocante sapere di perderti ora e per sempre;
un sempre che dura fino a che perderò anche me.

Urlando a voce roca e stridula al contempo,
inciampando nei miei stessi passi fino a battere a terra le ginocchia e dopo i pugni,
e dire il tuo nome cento volte almeno senza aggiungere altro,
solo il tuo nome,
al centro di un corridoio dove traballo e cerco equilibrio allargando le braccia non del tutto,
appena flesse sui gomiti e coi polpastrelli a sfiorare due ruvide e gemelle pareti.
E per chiamarti,per chiamarti cento volte e cento volte almeno;
perchè non torni non potendo tornare.
Cento volte che non mi salverai le orecchie da quel tuo nome elegante,
chiamato male e urlato dalla mia gola stretta;
e cento volte e cento volte almeno, che non mi calmerai e non solleverai la vestaglia in raso,
scivolata giù dalla mia spalla.
<< Marcèèèèèèll >> io griderò senza punteggiatura,
fino a che non avrò più voce.

Nessuna voce più nemmeno per chiamarti cento volte e cento volte almeno.



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