sabato 18 gennaio 2014

di un venerdì 17 gennaio al centro commerciale

Tentazioni oblique,
di strade in salita da
correre e sudare e
un sole tiepido di
California mai vista.

Una caramella gialla mi
scivola trai denti :
rumore vitreo, rimbalzo
sordo.

Respiro Co2 in un
centro commerciale e
abbrustolisco i pensieri sotto
i fari troppo forti di un
vecchio magazzino con
spledore decadente.

Mentre spreco il
mio tempo a non
essere niente, in
virtù di un dio
denaro, troppo lercio e
troppo indispendabile,
ubbidisco alla
logica sociale e
dimentico una ad una le
ambizioni.

Mi perdo tra
mattonati  di
insipidi beige e grigi e
cartelli dei saldi al
50,al 70%;
la stessa percentuale di
scarso interesse che
avrà la gente in ciò che
noi offriamo loro, coi
sorrisi di plastica e i
tremori nascosti.

NON respirare, NON
masticare, NON bere,
NON tossire, NON
peccare di equilibrio!
Tu sei qui a far
credere di non
avere una vita oltre
questa, altro
pensiero che la
loro soddisfazione.
E quando il
negozio chiude la
sera, tu
abbassi la mano, spegni
il sorriso e ti
stipi nel magazzino, tra
gli altri pacchi in
giacenza.

E tutto questo per
un conto in banca che
si nutre di poco ed
un'anima che si nutre di
niente.

E allora mi sembra di
non trovare una vera
differenza tra me
qui dentro e
un'automobile là
fuori,parcheggiata al
B21.

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