lunedì 30 giugno 2014

i mondiali di calcio in un buco di culo.

Di quando tutti si sono ricordati di poter anche essere qualcosa insieme,
ma l'hanno fatto davanti alle televisioni, con le bandiere sui balconi,
le sedie a incastro e le trombette in mano ed io ero fuori,
nel paesino di questa periferia deserta e bruttarella assai,
a pedalare nel caldo e a farmi accarezzare -una volta ogni troppo poco- da quell'agognato soffio di vento.
E la catena andava a ripetere il giro e l'Italia invece ne usciva.
Che il giorno dopo la gente si era già dimenticata di poter anche essere qualcosa insieme, non avendo più niente da urlare agitando in aria le braccia,tra un'esaltazione e una bestemmia.

Sò finiti 'sti fischi di tromba in 'sto buco di culo,
ma ogni troppo poco passa un altro po' di vento ed io mi illudo che "la bellezza è già tornata" .